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Decreto Correttivo al Codice Appalti, prosegue l’iter

Terminata la consultazione con gli stakeholder, al Parlamento lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al Codice Appalti

Terminata la consultazione con gli stakeholder, è stato trasmesso al Parlamento lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al codice dei contratti pubblici, c.d. Codice Appalti, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36.

Il provvedimento non potrà essere modificato dal Parlamento, dove le commissioni Ambiente di Camera e Senato, competenti per materia, dovranno esprimere le osservazioni che riterranno opportuno avanzare, di cui poi il Governo potrà scegliere se tenerne conto per eventuali modifiche.

Le modifiche al Codice Appalti

Tra le principali novità introdotte dalla versione del testo approvata dal Consiglio dei Ministri dello scorso ottobre si ricordano gli interventi in tema di micro, piccole e medie imprese, in particolare le misure volte a favorire l’accesso delle stesse al mercato dei contratti pubblici, con specifico riferimento:

  • alle verifiche delle stazioni appaltanti per garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle microimprese, piccole e medie imprese agli appalti pubblici;
  • alla riserva del diritto di partecipazione alle PMI agli affidamenti di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea (ad eccezione di quelli per i quali sia accertato un interesse transfrontaliero certo);
  • al vincolo di destinazione del subappalto alle PMI in misura non inferiore al 20% delle prestazioni subappaltabili. 

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